SCOLIOSI

Il primo obiettivo di un Rolfer® è quello di ripristinare la simmetria, che, in ultima analisi, è sinonimo di equilibrio.

Tutto il lavoro del Rolfing® riguarda il processo di allungamento… che è l’unico modo per raddrizzare un corpo.

È alla luce di queste dichiarazioni di Ida Rolf che si può dare un aiuto molto importante alle persone che hanno una scoliosi. Il Rolfing® è forse lo strumento più incisivo e rapido per rimettere in gravità una struttura fuori asse. La curva scoliotica si può assestare meglio e ridursi, anche se non scompare.

La scoliosi è caratterizzata dalla presenza nella spina dorsale di un disallineamento di alcune o di tutte le vertebre, che crea uno spostamento di tipo elicoidale della colonna vertebrale nello spazio.

Nella schiena si formano uno o più gibbi, che si evidenziano facendo piegare la persona in avanti. (fig. A, B)

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Se non c’è gibbo, non c’è vera scoliosi, ma ci troviamo davanti ad un atteggiamento scoliotico. Questo è un parametro molto importante: quando un bambino o un ragazzo ha il gibbo va necessariamente seguito fino alla fine dell’accrescimento osseo.

Alla radiografia sul piano frontale si rilevano una o più curve, il punto più deviato lateralmente è detto apice e si trova sulla curva principale, le altre curve sono di compenso.
Le vertebre ruotano trascinando con se anche le coste che, seguendo il loro spostamento formano il gibbo (fig. C, D), dal lato opposto appare una concavità.

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Sul piano sagittale i due lati manifestano curve diverse. Questo significa che, di profilo, dove la colonna presenta una cifosi, sull’altro lato, sarà presente una lordosi.

La gravità della scoliosi è misurata in gradi Kobb. Sono di solito definite lievi le scoliosi sotto i 10°; oltre i 50° molte scuole ortopediche intervengono chirurgicamente. Col Rolfing® possiamo evitare di arrivare a questo punto.

Ci sono scoliosi indotte da malattie, come la tubercolosi ossea o una paralisi, oppure da anomalie ossee (un arto più corto, un’emi-vertebra in più…).

La scoliosi vera, o “idiopatica”, di origine sconosciuta, colpisce in misura maggiore le femmine, ed è evolutiva, cioè continua finché c’è crescita ossea. Questo significa che se la scoliosi si manifesta in età precoce (scoliosi infantile) può diventare molto grave, se non trattata.

Il periodo in cui tende ad aggravarsi più rapidamente è un anno prima ed uno dopo l’inizio della pubertà, cioè dell’inizio delle mestruazioni per le ragazze e del cambiamento della voce per i maschi, ma, da quando viene scoperta, va trattata ogni volta che il bambino o la ragazza crescono in altezza: perciò, una volta finite le 10 sedute, si dice ai genitori di misurare ogni mese l’interessato e di portarlo quando è cresciuto in altezza.

Per capire cosa serve al corpo in questo periodo, immaginate che una tensione profonda (instauratasi non si sa perché) impedisca alla mio-fascia di distendersi in modo appropriato e di seguire l’allungamento delle ossa durante la crescita.

Con questa “spilla” che blocca alcune parti, il corpo è costretto a torcersi in alcuni punti. La retrazione dei tessuti accompagna l’aumento della curva.

Si evidenzia il primo concetto importante: è impossibile derotare la curva della scoliosi se non si da’ spazio e non si allungano le fasce. E’ una legge fisica: quando due corpi sono compressi ruotano tra loro.

Altre parti devono compensare queste torsioni: la testa, infatti, che si orienta nello spazio attraverso gli occhi e tiene il corpo in equilibrio tramite il labirinto nelle orecchie, deve stare diritta. Le curve di compenso sono in realtà questo: un adattamento per stare diritti. Benché sul piano sagittale il cingolo scapolare assorba parzialmente lo squilibrio, questo significa che ci sono sempre dei compensi anche nel collo.

Nella scoliosi il problema delle retrazioni riguarda prima di tutto i muscoli che uniscono le ossa corte, cioè le vertebre. Considerando la fisiologia del movimento articolare delle vertebre, vediamo che a livello lombare è più ampio il movimento di flessione, mentre la rotazione avviene in misura maggiore a livello dorsale: ne consegue che le scoliosi dorsali sono più pericolose, perché trovano un terreno propizio a ruotare ancora di più. Quando una scoliosi è in fase avanzata ed è molto severa, alcune vertebre, dove la compressione è particolarmente forte, possono assumere una forma a cuneo, che non è più modificabile. Nonostante ciò si può lavorare per togliere molti compensi e per dare più agio a tutto il corpo.